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Value bet al river

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QUANDO È CORRETTA LA VALUE BET AL RIVER?



Un errore comune soprattutto per i giocatori poco esperti consiste nel non sapere discernere quando è il caso di proseguire l'azione di puntata al river.
Ci sono situazioni in cui puntare al river potrebbe sembrare una mossa azzardata e al contrario ha senso continuare a value bettare ; altre situazioni in cui proseguire la puntata al river non può produrre alcun profitto ma più probabilmente delle perdite.

Esempio del primo caso:

  • Abbiamo QhJh e siamo fuori posizione rispetto all'avversario.


  • Il flop è Qc 8h 3d, si punta e l'avversario fa call.


  • Il turn un 7h, si punta di nuovo e l'avversario fa nuovamente call.


  • Il river è un Kd, a questo punto dobbiamo decidere: il K è una carta pericolosa? Vale la pena puntare anche su questa strada?


La risposta alla seconda domanda è sì. Infatti non ci sono possibilità né di scala né di colore. E di certo il K difficilmente può aver migliorato la mano avversaria, non avrebbe senso che avesse seguito tutte le puntate precedenti con Kx( per via degli outs molto poco significativi) e se per caso avesse in mano KQ ( con AA KK KQ o AQ probabilmente avrebbe rilanciato sul flop) saremmo stati comunque già battuti precedentemente; per cui bisogna essere coerenti con le proprie azioni al flop e al turn e continuare a puntare anche al river. Il caso più probabile è che l'avversario abbia una Q con kicker più basso del nostro o una coppia bassa, pertanto conviene value bettare al river per cercare di trarre il maggior profitto possibile.

Esempio del secondo caso:

  • Abbiamo sempre QhJh fuori posizione rispetto all'avversario.


  • Il flop è Qs7d6h, puntiamo e l'avversario chiama.


  • Il turn è un 5s,puntiamo e l'avversario chiama nuovamente.


  • Il river è un 8s carta che completa un progetto sia di scala che di colore.


In questo caso anche con una mano ben più solida di QJ come una doppia o un set non ha senso puntare per estrarre valore dalla mano( se non per tentare un bluff in rarissimi casi) perché se l'avversario avesse mancato il progetto folderebbe il 95% delle volte, mentre se avesse centrato il colore o la scala superiore(cosa molto probabile) rilancerebbe sicuramente sulla nostra c-bet al river costringendoci a foldare. Per cui la mossa migliore in questi casi è fare check per poi decidere se optare il call o il fold all'eventuale puntata dell'avversario seguendo queste semplici regole.

Gli esempi trascritti in questo articolo sono banali ma indicativi e vogliono spiegare una morale, cioè che
al river, soprattutto quando si è fuori posizione, bisogna puntare solo quando si sa che si possiedono buone probabilità di estrarre ulteriore valore dalla mano; viceversa se che si pensa che ci sia il rischio che all'avversario possa essere entrato il progetto mai puntare una somma cospicua pensando che folderebbe tutti i punti tranne che la realizzazione del suo progetto( questo ragionamento può far perdere davvero molte chips); dunque la scelta migliore in questi casi è un check-fold o check-call.


Fonte dell'articolo:"Harrington on Hold'em, volume I"



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