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I livelli di pensiero nel poker

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IL PENSIERO SU MULTILIVELLi

Il pensiero su multilivelli è la caratteristica che principalmente separa il giocatore professionista dal giocatore dilettante; la capacità di leggere la mano e di depistare l'avversario nel modo in cui vogliamo è determinata dalla profondità del pensiero con cui affrontiamo il gioco.

Sklansky schematizza quest'abilità in 5 livelli di profondità di pensiero:

  • LO ZEROTH LEVEL consiste nel sapere qual è la forza della propria mano, cioè conoscere che mani si battono e da che mani si è battuti.
  • IL PRIMO LIVELLO consiste nel pensare a che tipo di carte ha in mano l'avversario.
  • IL SECONDO LIVELLO consiste nel pensare a che tipo di carte ci fa in mano l'avversario.Se ad esempio eseguiamo una 4-bet(re-raise) preflop l'avversario ci farà in mano un range di carte che va da JJ a AA piuttosto che QJ.
  • IL TERZO LIVELLO consiste nel pensare cosa l'avversario pensa della natura delle carte che gli facciamo in mano. In parole più semplici significa cosa pensa che gli facciamo in mano in conseguenza delle sue azioni
  • IL QUARTO LIVELLO consiste nel pensare ciò che l' avversario potrebbe pensare che noi pensiamo che lui potrebbe pensare di avere.(saper ragionare al quarto livello è da mal di testa:-))


TUTTI I LIVELLI SUCCESSIVI( CHE ESISTONO SOLO IN TEORIA) CONSISTONO NEL PENSARE A COSA PENSA L'AVVERSARIO AL LIVELLO PRECENDETE.


QUANDO NON E' NECESSARIO PENSARE A LIVELLI ALTI

In molti casi non è necessario pensare oltre il primo livello: questo succede tutte le volte che si gioca con uno stack particolarmente ridotto rispetto ai blinds o quando si ha il nut: quando si ha il nut(punto imbattibile) e l'avversario va all in, l'unico livello di pensiero da sfruttare è lo zeroth, per cui si chiama senza dubbi. Quando invece si ha un stack limitato(10-15 volte il Big blind) dal BB o SB e l'avversario rilancia e si ha in mano una mano medio forte come 99 dovremo capire qual è il range di rilancio dell'avversario per capire se la mossa migliore è foldare o rilanciare all in, per questo tipo di ragionamento si sfrutta il livello 1.


QUANDO E' NECESSARIO PENSARE A UN LIVELLO MOLTO PROFONDO

Quando si gioca in deep stack in molte occasioni è facile dover andare oltre i primi due livelli di pensiero poiché le decisioni da prendere sono sempre più complesse man mano che il rapporto stack/blinds è sempre più elevato.

ES. tratto da "NO LIMIT HOLD'EM theory and practice"

Immaginiamo di giocare una mano a cash game contro un solo avversario: entrambi abbiamo uno stack di 2000$ con i bui 5-10$. Noi apriamo dal bottone con 10h 9h per 40$ e l'avversario chiama dal BB. Scende il flop:



Puntiamo 80$ e l'avversario chiama.il pot è di 245$ adesso. Scende il turn:



l'avversario fa check e noi facciamo la stessa cosa. Al river scende un K di fiori. L'avversario punta inaspettatamente la dimensione del pot, 250$. Che fare adesso?

Partiamo gradualmente per analizzare attraverso tutti i livelli di pensiero fino a giungere alla conclusione se il call possa essere una mossa appropriata o meno:

  • dal livello ZEROTH deduciamo di avere un punto marginale, una doppia coppia di K con i 10 e kicker 9.
  • col LIVELLO 1 ci interroghiamo su quale possa essere la natura della mano avversaria. l'avversario potrebbe avere: tris o un fullhouse di K che vuole massimizzare; coppia di 10 con un kicker superiore al nostro oppure essere in bluff. In questo caso l'analisi del gioco tramite il livello 1 non ci fornisce certezze di eseguire la mossa corretta: le odds di fare un call corretto sono di solo 2-to-1, in due casi l'opponent è più forte di noi e solo nel caso sia in bluff lo batteremo chiamando la sua puntata.
  • Ragionando col LIVELLO 2 ipotizziamo che carte possa averci fatto in mano l'avversario. Sulla nostra continuation bet al flop può aver pensato che fossimo in bluff o comunque che volessimo chiudere la mano il prima possibile; il check sul K al turn deve avergli confermato,nella sua visione dell'azione, che avessimo una mano marginale. Il secondo K al river non ha cambiato la sua lettura nei nostri riguardi pertanto ha puntato l'ammontare del pot.
  • Considerato il livello 2 ,il LIVELLO 3 viene naturale: perché l'avversario ha puntato una cifra così alta? Se avesse avuto un tris o A10 probabilmente avrebbe eseguito una modesta value bet per estrarre ulteriore valore dalla mano. una puntata così grossa sta a indicare che probabilmente potrebbe aggiudicarsi il piatto solo buttandoci fuori dalla mano, avendo intuito la nostra vulnerabilità al turn. Molto probabilmente l'avversario sarà in bluff pertanto il call di 250$ è giustificato.
  • Se l'avversario avesse ragionato al LIVELLO 4, e quindi avesse realmente il tris di K, avrebbe eseguito la stessa mossa,sapendo che ci avrebbe indotto al call, e si sarebbe aggiudicato 745$ di piatto. E' comunque un ipotesi che non si può verificare facilmente in quanto è raro trovare avversari che ragionino a tale livello. In deep stack vince o sa limitare meglio le perdite chi utilizza un livello di pensiero superiore di un grado al proprio opponent.



RIFLESSIONI FINALI

E' importante sapere contro che tipo di avversario si sta giocando, è inutile sfruttare livelli di pensiero elevati contro giocatori inesperti, anzi può addirittura rischiare di compromettere i profitti tanto quando avere un livello di pensiero superficiale contro un vero professionista.
Nella maggior parte dei casi il livello zeroth e il primo saranno più che sufficienti per esprimere un buon poker:" che cos'ho in mano? cos'ha in mano l'avversario?ho/sto dando le giuste odds?"
Per risultare vincenti e per capire l'avversario bisogna avere una profondità di pensiero di un livello superiore a quella dell'avversario.
ES. Se il nostro avversario domina solamente il livello1 cioè cerca di leggere le carte che abbiamo, noi potremo essere superiori a lui solo se riusciamo a indurlo a pensare che abbiamo una precisa mano in modo da approfittarne e estrarne il conseguente valore; se tuttavia il gioco dell'avversario si ferma alla comprensione del livello zeroth sarà totalmente inutile fargli credere che abbiamo una determinata mano poiché la sua unica abilità sarà quella di giocare in base alle sue carte senza ragionare sul gioco degli avversari.


FONTE DELL'ARTICOLO:"NO LIMIT HOLD'EM theory and practice" by D.Skansky e E.Miller.







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