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IL PROBLEMA DELLA BLUFF-SIZING
Sklansky dice:" bet enough to get the job done, but not much more."( punta
abbastanza per avere il lavoro fatto , ma non molto di più). In questa frase c'è tutto quello che si può dire su una puntata in bluff: per poter bluffare bene bisogna avere un'idea della mano posseduta dall'avversario, o della serie di mani che potrebbe possedere, per poi poter puntare una cifra adatta a farlo passare, senza mai rischiare oltre il necessario.
Non esiste un rapporto lineare tra l'entità della puntata e la probabilità che l'avversario faccia fold (non esiste somma che farebbe foldare un nut), trovare la giusta somma di chips che faccia foldare l'avversario è un problema psicologico del poker che dipende da innumerevoli fattori, e a volte puntare una cifra relativamente piccola come mezzo piatto può essere più funzionale rispetto a una grande puntata. Un piccolo bluff lavora sicuramente meglio di un grande bluff perché riduce i rischi incrementando i successi.
Sempre parole di Sklansky:" non esiste una formula che permette di sapere quanto serve puntare per aggiudicarsi il piatto in bluff. Bisognerebbe analizzare tutti i casi separatamente".
In base alla natura della mano avversaria servono diverse size di puntata perché il bluff abbia successo:
se il nostro avversario ha in mano un progetto mancato basterà ¼ del pot per avere un'ottima probabilità che passi la sua mano, se invece avrà una coppia probabilmente ¼ del piatto non sarà una cifra sufficiente per farlo abbandonare ma servirà puntare due terzi oppure l'intera dimensione del pot.
Es. per imparare la giusta entità da puntare per un bluff ponendo ipotesi che si danno per esatte:
Immaginiamo che ci sia un pot di 1000 chips e di essere indecisi tra una bet in bluff di ¼ del piatto e di ¾ del piatto che corrispondono a 250 e 750 chips. Pensiamo che l'avversario al 30% abbia un progetto mancato; al 60% una coppia e al 10% un set.
Nel caso puntiamo 250: folderà il 80% delle volte il progetto mancato( il rimanente 20% potrebbe decidere di raisare o chiamare con carta alta); folderà solo il 20% delle volte con coppia e chiamerà sempre col set.
Nel caso puntiamo 750: folderà il 90% delle volte con il progetto mancato; folderà l'80% delle volte con la coppia e perderemo l'intero importo della puntata se avrà un set in mano.
Expectation Value (EV) nel caso abbiamo puntato 250:
(0,30)* ((0,80)*1000+(0,20)*(-250)) + (0,60)*((0,20)*1000+(0,80)*(-250)) + (0,10)*(-250) =+ 200
Expectation Value (EV) nel caso abbiamo puntato 750:
(0,30)*((0,90)*1000+(0,20)*(-750)) + (0,60)*((0,80)*1000+(0,20)*(-750)) + (0,10)*(-750) = +540
Dai risultati delle due EV deduciamo che l'importo migliore da puntare, cioè l'importo che a lungo termine ci porterà più profitto, è ¾ del piatto.
Eseguiamo adesso un calcolo( sempre rispetto all'esempio precedente) per dimostrare le parole di Sklansky, cioè di non mettere mai a rischio troppo capitale in un bluff ma sempre un importo equo ai nostri scopi. Immaginiamo questa volta di andare all in di 15000 in bluff rispetto al piatto del valore delle solite 1000 chips, in questo caso l'avversario chiamerà solo col set:
E.V= (0,90)*1000 + (0,10 )*(-15000) = -600
Vediamo facilmente che il rischio è troppo sproporzionato alla situazione e L'E.V. <0 indica che la mossa è totalmente sbagliata e da evitare.
Mentre si sta giocando logicamente non si possono risolvere equazioni del genere( solo un genio potrebbe), bisogna sapere scegliere il valore di puntata che a sensazione e rigor di logica pensiamo possa portare il massimo beneficio col minimo rischio.
La fonte di questo articolo è " NO LIMIT HOLD'EM theory and practice" di D.Sklansky & E.Miller