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Il rispetto

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Il rispetto al tavolo (sezione torneo)


Ad un tavolo di poker si gioca contro avversari molto agguerriti e dalla personalità molto variegata. Per cercare di prevalere sugli altri concorrenti spesso non si esita a ricorrere a mezzi che non possono essere definiti scorretti, ma sulla cui etica si può avere molto da obiettare. Poniamo il caso di un qualsiasi torneo online, con dei livelli di blinds tra i 6 e i 12 minuti: si tratta di livelli che in un torneo live sarebbero molto brevi e che ci costringerebbero a giocare in maniera molto aggressiva, e a rischiare spesso degli all in o delle giocate magari azzardate per cercare di incrementare il nostro stack; il vantaggio di un torneo online è che, ovviamente, le carte vengono distribuite molto più rapidamente, e non ci sono tempi morti tra una mano e l'altra. E' nell'interesse di ogni buon giocatore vedere più mani possibili, per sviluppare il proprio gioco e non affidare tutto un torneo a uno o più showdown, magari con all in pre-flop rischiosi e poco sensati; dunque è interesse di tutti i partecipanti che il gioco sia il più fluido possibile, e far trascorrere ripetutamente e in ogni mano tutto il tempo che il software mette a disposizione degli utenti è un'azione poco corretta nei confronti degli altri giocatori. Naturalmente questo non vale nel caso che la mano in questione richieda veramente una riflessione attenta, o nel caso dovesse cadere la connessione, cosa possibilissima in una partita online.Ma è di certo sbagliato sfruttare "furbescamente" uno di questi due aspetti, sperando magari che, rallentando il gioco nel nostro tavolo, si possa avanzare nel torneo qualora negli altri tavoli ci dovessero essere molti eliminati. In poco tempo, anzi, gli altri giocatori si accorgerebbero del trucchetto e il solo risultato che si otterrebbe sarebbe quello di far procedere a rilento molti altri tavoli oltre al nostro.



Il rispetto al tavolo (sezione due a zero)


Un'ultima cosa discretamente importante riguarda il rispetto e la calma da mantenere in un tavolo due a zero: data la natura di questa tipologia di sit è assolutamente normale che, una volta giunti alla bolla, si vengano a creare delle alleanze contro il giocatore che a quel punto della partita ha molte meno chips degli altri. Questo non significa che bisognerà rilanciare solo ed esclusivamente su di lui, e magari con mani del tutto marginali: così facendo si correrebbe solo il rischio di rimetterlo in sesto. In una situazione del genere avrebbe senso metterlo sotto pressione ma con tutte le cautele del caso, sapendo che potrebbe andare all in con un range di mani davvero molto ampio (soprattutto se i bui fossero già piuttosto alti), e che quindi le nostre chance di rubargli il buio con un bluff sarebbero davvero minime.
Con un giocatore corto al tavolo ha poco senso, come già detto (ma non è poi male sottolinearlo ancora), mettersi in mani rischiose contro chi ha più chips di noi, e anche se fossimo il chip leader del tavolo non è una grande idea neppure quella di continuare a rilanciare contro gli altri giocatori che, pur non essendo corti, hanno invece meno chips di noi: questo non tanto per la paura di perdere la partita in questione (infatti se fossimo leader con 5000 delle 9000 chips totali in un six-handed, non potremmo preoccuparci più di tanto neanche se perdessimo un paio di mani), ma piuttosto perchè i due a zero sono un tipo di sit molto particolare e capita molto spesso di incontrare le stesse persone in tavoli differenti; è quindi meglio che i nostri avversari abbiano, per così dire, un "buon ricordo" di noi, o perlomeno che non abbiano motivi di rancore che potrebbero spingerli, in altri tavoli, a giocare contro di noi in maniera aggressiva per ripagarci con la nostra stessa moneta.
Questo del rispetto è un discorso che crediamo vada veramente sottolineato e sviluppato in futuro, come del resto dimostra il fatto che fu già affrontato, naturalmente relativo al cash game, nella prima edizione del "Super System" di Doyle "Texas Dolly" Brunson.



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