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IL BLUFF AL TURN E AL RIVER
Partiamo con un esempio di gioco: stiamo giocando una partita con blinds 10-20 e
2500 chips. Un buon giocatore in middle position apre di 80 e decidiamo di chiamare dal bottone con 9s-7s. Il flop è Jc-8h-5h, che ci regala solo un progetto per una scala a doppio incastro. Il giocatore in middle position punta 150 e noi chiamiamo, creando così un pot di 490. Il turn è un Ac e il nostro avversario fa check; noi allora eseguiamo una puntata standard di 500 chips, lui ci pensa per un pò e alla fine opta per un call. Il river è un Jh, che oltre ad accoppiare la top card presente sul board completa anche un potenziale flush draw a cuori. Sul suo check muoviamo all-in di 1770 (su un piatto che era arrivato a 1490) e fortunatamente il nostro avversario ci pensa un attimo e poi folda. La nostra puntata dopo il suo check al turn era una giocata quasi automatica, che non sempre può bastare a regalarci un profitto immediato, ma che è anche utile per dare molte informazioni che si riveleranno utili nel momento in cui decideremo di proseguire il nostro bluff sul river. Infatti possiamo dire con ragionevole sicurezza che l'avversario, chiamando la puntata al turn, deve avere una buona mano ma non una monster hand: con un mostro avrebbe fatto un check-raise al turn, o avrebbe puntato ancora sperando in un nostro raise, o in caso di un check-call al turn avrebbe eseguito una big bet sul river. invece con un check-call al turn e un check al river probabilmente avrà una discreta mano ma nulla più. Inoltre il J di cuori al river non è per lui una buona carta, perchè se avesse una top pair, magari con in mano A-K, dovrebbe temere un nostro tris di J o magari un colore di cuori, e anche se fosse lui ad aver chiuso il colore dovrebbe temere un possibile full house.
Da questo esempio possiamo capire che non è importante solo decidere quando cercare un bluff al turn e al river, ma la cosa fondamentale è sapere esattamente quanto puntare al turn e quanto al river. Possiamo dedurre due importanti principi per dividere in maniera corretta le nostre chips e puntarle di conseguenza:
Per quanto riguarda il primo punto, va ricordato che la minaccia di una big bet è più importante della puntata stessa: se in un pot di 1000, con uno stack di 2000 chips, decidiamo di puntare 1000 al turn, se chiamati ci rimarrebbero solo altre 1000 chips da puntare al river. Ciò significherebbe offrire all'avversario delle odds di 4 a 1, che si tradurrebbero quasi certamente in una chiamata anche sulla nostra river bet. Perciò in una situazione del genere 1000 non è un credibile river bluff. Se, dopo la puntata al turn, ci rimanessero altre 3000 chips invece di 1000, il nostro avversario dovrebbe prendere una decisione assai più ardua, perchè quelle chips in più costituirebbero per lui una minaccia ben maggiore; infatti la nostra puntata sul river, affinchè sia credibile e possa essere coronata dal successo, deve essere significativamente maggiore di quella sul turn, e offrire al giocatore avversario delle odds possibilmente non superiori al 2 a 1. Se questa condizione non è possibile per via del nostro stack ridotto, forse è meglio evitare un bluff di questo genere, perchè a lungo andare non saremmo premiati dai risultati; per questo motivo è sempre meglio riflettere bene fin dall'inizio della mano e assicurarsi di avere quanto basta in termini di stack per rendere credibile il bluff sul river.
Nel secondo principio va tenuto a mente che le possibilità dell'avversario di foldare sul river possono essere rappresentate graficamente come una curva ad S: all'aumentare della size della puntata tenderanno ad aumentare anche le chances di fold degli avversari, e, in particolare, tutte le puntate che sono solo una piccola frazione del totale del pot riusciranno a far foldare solo i progetti mancati o le mani più deboli; per tutte le puntate molto più grandi della size del pot gli avversari folderanno quasi tutt eccetto i nuts e poche altre mani molto forti. Fra questi estremi, cioè tra metà pot e un pot e mezzo, i nostri opponents tenderanno a foldare mani via via sempre più forti man mano che anche la nostra puntata diventa di una size sempre maggiore: la size ottimale della puntata sul river è la cifra più piccola che costringe l'avversario a foldare la maggior parte delle volte. Così per esempio non ha senso puntare 2000 chips sul river in un piatto di 1000 se sappiamo che l'altro giocatore ha l'80% di chances di foldare su tale giocata mentre ha il 75% di possibilità di foldare su una river bet di 1000: infatti si perderebbero 1000 chips in più il 20% delle volte a fronte di un guadagno di 2000 in più solo il 5% delle volte. A volte quindi puntare molto sul river per rendere un bluff credibile non significa fare la mossa corretta: è meglio distribuire le puntate tra turn e river. Infatti se abbiamo 4000 chips da usufruire per un bluff tra turn e river (su un pot che prima del turn è di 1000), è meglio puntare 1000 al turn e 3000 al river che non 500 e 3500. Nel primo caso un bluff di 1000 sul turn ci darà circa il 50% di possibilità di successo,mentre una bet di 500 solo il 30%; le 3000 chips da bluffare sul river (su un pot di 3000) basteranno a vincere il piatto circa il 70% delle volte, contro l'80% del river bluff di 3500 (dove il pot dopo il turn sarebbe di 2000). Con la serie 500-3500, dunque, vinceremmo 1000 il 30% delle volte, mentre l'80% del rimanente 70% delle volte-cioè il 56% sul totale-vinceremmo1500. Il 14% delle volte perderemmo 4000. L'EV di questa sequenza è 580. Con la serie 1000-3000 vinceremmo 1000 il 50% delle volte, e 2000 il 70% del rimanente 50%,cioè il 35% del totale. Perderemmo 4000 il 15% delle volte. L'EV per questa sequenza è 600, leggermente maggiore del precedente.
Notiamo quindi il vantaggio di non puntare troppo su un river bluff, ma di diversificare le bets su più strade. Ricordiamo come non sarebbe possibile però, in un caso come quello sopra citato, puntare 2000 chips sul turn e 2000 sul river, perchè ciò andrebbe contro il primo principio di lasciarsi abbastanza stack per un bluff credibile sul river.
In conclusione, al di là dei concetti utili ad una giocata molto specifica, vi sono in tutto ciò che abbiamo detto un paio di concetti generali adatti ad ogni situazione, come il fatto che la minaccia di una big bet sia più potente che non la puntata in sè, o come l'importanza di gestire il proprio stack, anche se è molto deep: è sempre fondamentale pianificare prima della mano la size di ogni bet in rapporto al pot per tutte le rimanenti strade.
La fonte di questo articolo è " NO LIMIT HOLD'EM theory and practice" di D.Sklansky & E.Miller