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Quando si gioca a Poker Texas Hold'Em, la posizione al tavolo è un concetto fondamentale per impostare una strategia di gioco vincente.
Essere in posizione significa essere l'ultimo o tra gli ultimi giocatori a parlare, in caso
contrario si è fuori posizione. Quindi ci troviamo nella miglior posizione quando siamo dealer (mazziere) e in quella peggiore quando siamo di piccolo buio.
Il vantaggio di essere in posizione consiste nel fatto di avere la possibilità di vedere le mosse dei nostri avversari e di agire di conseguenza. Possiamo esaminare il loro atteggiamento, interpretare ogni piccolo gesto che può esserci d'aiuto per leggere le loro carte.
Per tanto ha poco senso chiamare o rilanciare con carte marginali da una posizione svantaggiosa, ipotizziamo di rilanciare da early position con A10 e un giocatore avanti a noi chiama; al flop prendiamo un asso , puntiamo e il giocatore rilancia, a questo punto non abbiamo riferimenti se la nostra mano è buona; dobbiamo decidere se credergli e passare lasciando il piatto all'avversario oppure non credergli ma mettendo a rischio una parte rilevante del nostro stack per poi trovarci probabilmente contro una doppia o un asso con kicker superiore.
Viceversa chiamare in late position, meglio dal bottone, con carte marginali (es. superconnector o coppiette) può essere davvero lucrativo se le sappiamo giocare, anche se non leghiamo niente al flop potremo passare le carte senza troppi rimpianti o decisioni troppo difficili e rischiose, altrimenti sul flop turn e river approfittando delle informazioni dell'avversario potremo costruire dei bluff.